Ferro in gravidanza e postparto. Come prevenire le carenze

da | Apr 11, 2019 | Allattamento, Gravidanza felice

CI sono molti nutrienti che ricevono un’extra attenzione in gravidanza, tra cui indubbiamente il ferro in quanto è molto comune che le donne incinta ne sono carenti con il rischio di sviluppare anemia da carenza di ferro. Tuttavia ho deciso di fare il post dettagliato sul ferro dopo aver partecipato l’altra settimana nel live webinar sul ricovero postparto presentato da Lily Nichols, massima esperta nel campo della nutrizione pre e postnatale. Anche se durante webinar abbiamo toccato vari aspetti che riguardano il postparto sia dal punto di vista nutrizionale che psicologico, il tema ferro in questa delicata fase ha suscitato (come sempre) varie reazioni tra i partecipanti.

Così ho pensato di prendere due piccioni con un fava ed arricchire il tema di ferro in gravidanza (ci sono molte contraddizioni che vanno chiarite) e mettere in dubbio la validità delle raccomandazioni che il ferro in postparto ed allattamento va ridotto.

Grazie alle informazioni che ti presenterò in questo articolo, potrai essere certa che il ferro non sarà piú la tua preoccupazione (ti indico quali alimenti ed eventualmente supplementi ti proteggeranno dall’anemia da carenza di ferro senza pesanti effetti collaterali

Cominciamo con le basi, ferro e le sue funzioni in generale così riesci a capire perchè gioca il ruolo così  importante in gravidanza per te e per lo sviluppo del tuo bambino.

Ferro è un oligoelemento essenziale per l’uomo. 65% del ferro fa parte dell’ emoglobina dei globuli rossi, 25% si trova nella ferritina (proteina che immagazzina ferro nel fegato, milza e midollo osseo) e il resto si trova nel cuore ed altri muscoli sotto forma di mioglobina che intrappola ossigeno che viene usato quando i muscoli devono contrarsi intensamente.

Il ferro- le funzioni:

  • trasporta l’ossigeno e diossido di carbono attraverso l’emoglobina dei globuli rossi e la mioglobina dei muscoli a tutte le cellule del corpo
  • Partecipa nella formazione di vari aminoacidi, collagene, ormoni e neurotrasmettitori.

La sua carenza è molto comune e provoca l’anemia sideropenica che si manifesta con la fatica, pallore, problemi respiratori e disfunzioni del sistema nervoso e muscolare.

Come la sua carenza è pericolosa, lo stesso vale per il suo eccesso, che è tossico. Per questo motivo l’assorbimento del ferro dagli alimenti è molto controllato dal organismo, nel rango 10-20% e quando le riserve sono piene, il fegato secreta  l’ormone epicidina che limita il suo assorbimento.

Quali sono invece le funzioni di ferro in gravidanza?

Il fabbisogno di ferro in gravidanza aumenta 1,5 volte rispetto a pre gravidanza in quanto è indispensabile per la formazione di sangue del feto e per l’incremento di 20-30% del globuli rossi della madre. Inoltre supporta la crescita del bebè e della placenta. 

Durante la gravidanza dovresti assumere circa 27mg di ferro al giorno però questo è anche in funzione delle tue riserve di ferro in pre concepimento. Infatti spesso le donne in gravidanza soffrono di anemia dal terzo mese in su perché le loro riserve si sono esaurite. L’anemia è anche una delle cause di infertilità. Le carenze di ferro aumentano il rischio di parto prematuro, basso peso alla nascita e la morte intrauterina.  Possono influenzare il funzionamento della tiroide che può portare ai ritardi di sviluppo nervoso del tuo bambino. Secondo l’OMS anemia è associata al 40% delle morti materne in tutto il mondo.   

Infatti le donne incinta spesso ricorrono ai supplementi di ferro (sotto le raccomnadazioni di ginecologo) che rappresentano però l’arma a doppio taglio. Molti supplementi di ferro vengono mal assorbiti dal corpo e rafforzano già spesso presenti disturbi della gravidanza in 50% di donne quali stipsi,nausea e reflusso gastrico quindi mal tollerati e loro dosaggio deve essere ridotto.

Con queste informazioni non voglio spaventarti ma mostrarti che le carenze di ferro sono problematiche ma che possono esser risolte con le risorse che hai a disposizione e che sono sotto il tuo pieno controllo. Adesso le vediamo.

Come prevenire carenze di ferro e aumentare il suo livello di assorbimento?

Il miglior modo è attraverso l’alimentazione. Gli alimenti piú ricchi in ferro sono di origine vegetale però questo non vuol dire che sono i migliori.

Ora ti spiego perché, ma prima dobbiamo fare la distinzione tra due tipi di ferro.

Ferro eme e ferro non-eme. Il primo si trova negli alimenti di originale animale e il suo tasso di assorbimento è 2-4 volte in piú rispetto al ferro non-eme contenuto negli alimenti di origine vegetale (verdura, noci, semi).

Quindi quando interpreti le tabelle di comparazione di alimenti ricchi in ferro d’origine animale e vegetale fallo con un occhio critico, tenendo in mente il fattore di biodisponibilità (la frazione di un nutriente che l’organismo è in grado di assorbire e di utilizzare per le proprie funzioni fisiologiche).

Alimenti ricchi in ferro EME per 100g

  • Fegato d’oca 33mg
  • Ostriche cotte 5.7mg
  • Fegato di manzo 5.6mg
  • Carne di selvaggina 3.8mg
  • Sardine 2.4mg
  • Carne macinata di manzo 2.3mg
  • Vongole 2.3mg
  • Agnello 1.7mg
  • Carne macinata di tacchino 1.7mg
  • Cosce di pollo 1.2mg
  • Petto di pollo 0.9mg
  • Salmone selvatico 0.5mg

Alimenti ricchi in ferro NO EME in 100g

  • Alga dulse 50mg
  • Alga spirulina 28mg
  • Semi di sesamo 9mg
  • Quinoa 7.8mg
  • Germe di grano 7.6mg
  • Pistacchi 7mg
  • Ceci 6.8mg
  • Lenticchie 6.8mg
  • Semi di girasole 6.4mg
  • Albicocche secche 5.2mg
  • Fagioli borlotti 5mg
  • Mandorle 4.5mg
  • Fiocchi d’avena 4.2mg
  • Spinaci 2.9mg

 

Quindi quando si parla di contenuto di ferro negli alimenti non conta la quantità assoluta ma la sua biodisponibilità cioè la percentuale reale che il nostro organismo riesce ad assorbire ed utilizzare. Alcune verdure, noci, semi e legumi contengono composti (anti nutrienti) che inibiscono l’assorbimento del ferro quali acido fitico, acido ossalico e certi polifenoli.  Questo spiega perché le raccomandazioni di ferro per i vegetariani sono 1,8 volte maggiori.

(Se vuoi sapere quali inconvenienti può portare alla gravidanza la dieta vegetariana e vegana, leggi qui)

Quindi i fattori che riducono assorbimento di ferro sono:

  • Acido fitico – alcune pratiche di preparazione degli alimenti come mettere in ammolo e far germogliare i legumi, cereali, semi e lievitazione del pane inattivano queste sostanze
  • Acido ossalico presente in spinaci, rabarbaro, barbabietole, cereali integrali (bollitura o cottura a vapore possono ridurre ossalati)
  • Tannini sono presenti nel tè, caffè e cacao. Si consiglia consumarli lontano dai pasti
  • Calcio ed i suoi supplementi  inibiscono l’assorbimento di ferro però solo di quello di bassa biodisponibilità

Però da un latro lato ci sono alcune accortezze per aumentare l’assorbimento di ferro:

  • aggiungere alimenti ricchi di vitamina C o altri acidi organici all’interno dei pasti contenenti ferro. Come marinare la carne nella vinaigrette di limone, aggiungere la passata di pomodoro alla carne macinata, aggiungere la vinaigrette di mele alla insalata che consumi assieme con l’alimento ricco in ferro, combinare nello stesso pasto ferro eme con ferro non -eme (esempio lenticchie con carne).
  • ci sono alcuni studi che dimostrano che se alimenti vengono cotti nelle padelle di ghisa aumenta la disponibilità di ferro

Se la tua dieta in gravidanza sarà basata sugli alimenti di origine animale (che oltre a ferro emme contengono altri nutrienti indispensabili in gravidanza come vitB12,  VitA, glicina, colina) molto probabilmente non avrai bisogno dei supplementi /senno solo in terzo trimestre. Se invece devi assumere il supplementi di ferro (perché soffri d’anemia) assicurati che siano nella sua forma più attiva e ben assorbibile come il ferro bisglicinato.Evita le forme di fumarato ferroso e solfato ferrorso (anche se piú comuni negli supplementi) in quanto causano doppi effetti collaterali e si assorbono minore misura rispetto al ferro bisglicinato.

Quali sono altri modi naturali per incrementare il consumo di ferro?

 Il fegato essiccato come supplemento (se non consumi regolarmente fegato fresco) che è la soluzione migliore rispetto alle pillole di ferro.

Si è dimostrato inoltre che l’alga spirulina è il buon alleato contro l’anemia. In uno studio, 1201 donne in 28º settimana di gravidanza sono state divise in due gruppi. Il primo è stato supplementato con alga spirulina (1500mg al giorno) e il secondo con solfato ferroso (90mg al giorno).Il primo gruppo riportava i livelli di anemia molto piú bassi rispetto al secondo gruppo. Inoltre l’alga spirulina era molto meglio tollerata senza causare la stipsi.  

È chiaro quindi che il fabbisogno di ferro deve necessariamente aumentare durante la gravidanza. Ma cosa succede una volta diamo alla luce il bambino? Le linee guida comprese quelle dell’OMS dicono chiaramente di ridurre l’apporto di ferro in allattamento per via della mancanza di ciclo (amenorrea).

Voglio mostrarti quali siano le raccomandazioni di ferro stabilite in diversi paesi in gravidanza ed allattamento. Fonte Nutrients “Maternal Diet and nutrient requirments in pregnancy and breastfeeding. An italian consensus docuemnt”

In Italia il fabbisogno di ferro nelle donne che allattano è 2.5 volte meno rispetto al fabbisogno del ferro durante 3º trimestre di gravidanza (11mg contra 28mg).L’unica logica dietro queste raccomandazioni è la mancanza del ciclo (amenorrea da allattamento) con cui si non ci sono le predite del ferro per via delle mestruazioni. Inoltre, si stima che le perdite complessive di ferro nel latte materno sono circa la metà di ciò che è tipicamente perso durante il ciclo mestruale.

Tuttavia quello che non viene preso in considerazione sono già basse riserve di ferro con cui la donna entra in gravidanza, l’esaurimento delle riserve durante la gravidanza, le perdite di sangue durante il parto (ancora di più durante parto cesareo) e lochia (il normale sanguinamento postparto che dura circa un mese dopo il parto).

Durante il webinar con Lily Nichols ci è stato mostrato lo studio in cui si dimostra l’impatto delle perdite di sangue durante parto sul rischio d’anemia postparto.

Quando le perdite di sangue sono superiori a 500 ml, il rischio di anemia postpartum è 15,3 volte maggiore. Quando le perdite sono superiori a 1.000 ml, tale rischio è di ben 74.7 volte superiore.

Considerando che stabilire quanto sangue si è effettivamente perso durante il parto è alquanto complicato (uno dei metodi è misurare abbassamento della emoglobina)  sarebbe opportuno di fare a tute le neomamme, l’analisi del panello completo di ferro.

L’anemia postparto associata alle carenze di ferro è molto comune. In questo studio 29% su 1415 donne dell’ospedale di Madrid che hanno partorito erano colpite dall’anemia postparto. 

Inoltre questo periodo spesso comporta scarsa qualità del sonno, dolore e affaticamento, e l’anemia postparto puó ancora peggiorare la situazione con effetti avversi sul funzionamento della tiroide e rischio della depressione postparto (2.5 volte in piú nelle carenze di ferro). Per dirlo in atre parole,  bassi livelli di ferro influiscono sulla qualità di vita di neomamma.

Quindi le raccomandazioni di ridurre il fabbisogno di ferro in allattamento per via di mancanza di mestruazioni non sono per niente giustificate.

Neomamme possono evitare l’anemia consumando anche nella fase di postparto ed allattamento alimenti ricchi in ferro emme (vedi sopra). Tuttavia se presenti i seguenti sintomi

  • Fatica
  • Palpitazioni
  • Il respiro corto, mal di testa
  • Difficolta di concentrazione
  • Pallore (specialmente sul viso)
  • Crampi alle gambe
  • Insonnia
  • Mani e piedi freddi
  • Depressione
  • Problemi della tiroide

Sarebbe opportuno di verificare i principali marcatori di ferro ( emoglobina, ematocrito e ferritina) per assicurassi che le riserve di ferro sono al sicuro.

Conclusioni:

Le raccomandazioni sul fabbisogno di ferro sono spesso basate solo sui numeri senza entrare in profondità nella qualità e quantità del ferro necessario per affrontare la gravidanza e postparto. Ci sono informazioni inesatte, parziali e a volte contradittorie dalle stesse linee guida uffciali che non hanno la logica e vengono comunque riportate.

So che questo possa creare confusione e sconforto però è uno stimolo in più di prendere la salute nelle proprie mani, mostrarsi proattive e chiedere il supporto ai diversi professionisti della salute che ognuno di loro ha diverse esperienze e background professionale. 

Io invece spero che questo articolo ti abbia dato le informazioni utili ed indicazioni concrete e facili da addottare già da subito per prevenire le carenze di ferro e fare le scelte alimentarie che influiranno sulla qualità della tua gravidanza, vita da neomamma e salute del tuo bambini.